Salve, Regína, Mater misericórdiæ, vita, dulcédo et spes nostra, salve. Ad te clamámus, éxsules filii Evæ. Ad te suspirámus geméntes et flentes in hac lacrimárum valle. Eia ergo, advocáta nostra, illos tuos misericórdes óculos ad nos convérte. Et Iesum benedíctum fructum ventris tui, nobis, post hoc exsílium, osténde. O clemens, o pia, o dulcis Virgo María!
Domenica 1 novembre 2009 è stata celebrata nel SANTUARIO DI N.S. DELL'ASSUNTA Madonna della Costa SAN REMO Diocesi Ventimiglia-San Remo Santa Messa Cantata Tridentina MISSA DE ANGELIS Celebrata dal Rettore Mons. Vittorio Marteletti
Ogni prima domenica del mese alle ore 17 Santa Messa nella forma straordinaria del Rito Romano
Invitiamo i nostri Amici di Maranatha.it a sottoscrivere all' Appello a Sua Santità Papa Benedetto XVI per il ritorno a un'Arte sacra autenticamente cattolica
L'Appello al Santo Padre e le istruzioni per la sottoscrizione sono disponibili su
Noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie, Dio di provvidenza infinita, per i grandi segni del tuo amore profusi nel corso dei secoli sulle generazioni umane che hanno solcato le vie del mare.
Per tua grazia, Signore, i nostri padri che ci trasmisero i segreti del navigare, ci hanno insegnato a vedere nell'immensità delle acque le orme della tua presenza; e con gli strumenti di questa difficile arte ci hanno consegnato la bussola della fede e il timone della speranza.
Nei giorni di bonaccia e di tempesta tu hai confortato la solitudine degli uomini del mare, hai sostenuto il loro sforzo laborioso e tenace e li hai guidati ad un approdo sicuro.
Noi ti preghiamo, Dio onnipotente ed eterno: infondi in tutte le coscienze il tuo santo timore, perché sia preservato da ogni inquinamento questo scenario di bellezza e questa sorgente di energia e di vita.
Sii tu, o Padre, la guida sicura che traccia la nostra rotta in mezzo ai flutti dell'esistenza terrena. Veglia sulle famiglie dei marinai e dei portuali; copri con la tua protezione gli scafi che galleggiano sulle acque e le dimore della terraferma. Ogni imbarcazione che attraversa i fiumi, i mari e gli oceani, porti al mondo un messaggio di civiltà e di fratellanza per un avvenire di giustizia e di pace.
Intercedano per noi la Vergine Maria, stella del mare, [san N. nome del santo patrono] e tutti i testimoni del Vangelo i cui nomi sono nel libro della vita.
Risplenda il tuo volto, o Padre, su coloro che sono morti in mare; la tua benedizione ci accompagni tutti nell'itinerario del tempo verso il porto dell'eterna quiete.
L’arte è un tesoro di catechesi inesauribile, incredibile. Per noi è anche un dovere conoscerla e capirla bene. Non come fanno qualche volta gli storici dell’arte, che la interpretano solo formalmente, secondo la tecnica artistica. Dobbiamo piuttosto entrare nel contenuto e far rivivere il contenuto che ha ispirato questa grande arte. Mi sembra realmente un dovere — anche nella formazione dei futuri sacerdoti — conoscere questi tesori ed essere capaci di trasformare in catechesi viva quanto è presente in essi e parla oggi a noi.
(Benedetto XVI - Incontro del Santo Padre con i parroci e il clero della Diocesi di Roma - 22 Febbraio 2007)
40 ANNI DOPO!!!
Domenica 18 ottobre 2009
Santa Messa Pontificale in Rito Romano Antico celebrata in S. Pietro in Vaticano da
S.E.R. Mons. Raymond Leo Burke
Parrocchia ESEMPLARE!!!!! Domenica 25 ottobre 2009
Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Assunta
a Viguzzolo AL - abitanti 3400 - Diocesi di Tortona
è stata celebrata la
Santa Messa Solenne per la Festa di CRISTO RE
nella forma straordinaria del Rito Romano
Ant. O Crux venerabilis, quae salutem attulisti miseris, quibus te efferam praeconiis, quoniam vitam nobis caelitem praeparasti
Psalmus 3 [3]
3:1 Dómine quid multiplicáti sunt qui tribulant me qui tríbulant me? * multi insúrgunt advérsum me. 3:2 Multi dicunt ánimæ meæ: * Non est salus ipsi in Deo ejus.
3:3 Tu autem, Dómine, suscéptor meus es, * glória mea, et exáltans caput meum.
3:4 Voce mea ad Dóminum clamávi: * et exaudívit me de monte sancto suo.
3:5 Ego dormívi, et soporátus sum: * et exsurréxi, quia Dóminus suscépit me.
3:6 Non timébo míllia pópuli circumdántis me: * exsúrge, Dómine, salvum me fac, Deus meus.
3:7 Quóniam tu percussísti omnes adversántes mihi sine causa: * dentes peccatórum contrivísti.
3:8 Dómini est salus: * et super pópulum tuum benedíctio tua.
V. Glória Patri, et Fílio, * et Spirítui Sancto. R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, * et in saecula saeculórum. Amen
Ant. O Crux venerabilis, quae salutem attulisti miseris, quibus te efferam praeconiis, quoniam vitam nobis caelitem praeparasti
UNA FOTOSEQUENZA MONDIALE C’è una fotosequenza che sta facendo il giro dei web di mezzo mondo. La trovi QUI, sull’unico blog contemplativo esistente, ovvero maranatha.it. A Viguzzolo, un comune di 2500 anime in provincia di Alessandria, è stata celebrata una messa col rito antico. La fotosequenza – bellissima – ha fatto il giro del mondo. E, dunque, merita di stare su palazzoapostolico.it.
La fotosequanza non è l’unica novità del sito. Da pochi giorni maranatha.it ha anche un blog. Eccolo QUI.
Più volte hon parlato di maranatha.it, e anche oggi ricordo che nel panorama vastissimo dei siti web d’ispirazione cattolico-religiosa, non ve n’è uno simile. Perché più che religioso è contemplativo: la contemplazione che sbarca sul web. Un’impresa a pensarci impossibile. Epppure reale.
Paolo Rodari
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Commento al post:
Viva Viguzzolo ha scritto: Pensa, Paolo , che a Genova Bagnasco ha incaricato un laico canonista di Curia, di sovrintendere all’applicazione del Motu Proprio in Arcidiocesi: costui vieta espressamente di far foto a riti antichi celebrati a Genova (..’chè potrebbe succedere tipo Viguzzolo, diocesi di Tortona, provincia ecclesiastica del Metropolita +Angelo) , senza il suo esplicito consenso. Vietata, altresì, la celebrazione solenne (o anche solo cantata) senza sua previa autorizzazione, come pure l’aggiunta di musica/canto -anche puramente liturgici, persino il gegoriano stesso..!- . Ogni celebrazione che non sia strettamente privata e a porte chiuse, va notificata e/o pattutita con tale figura (che non compare in Summorum Pontificum..) …Va bene che l’Ordinario del luogo deve vigilare sulla celebrazione della Liturgia secondo le norme vigenti, ma …pubblicare sul giornale diocesano un decreto che ufficialmente incarica un laico (!) di “coordinare” la celebrazione del rito antico, pare un eccesso davvero… I fratelli di Maranathà hanno come Vescovo un ex ausiliare di Genova. Ora Bagnasco, pur nella percezione comune fedelissimo del Sommo Pontefice, non è da meno nell’inibire l’applicazione del motu proprio Summorum Pontificum nella sua arcidiocesi. Triste, ma vero.
Viva Viguzzolo ha scritto:
Mesi fa, la pubblicazione in rete di questo video: http://www.introiboadaltaredei.info/?p=1569
fece imbufalire (a porte dell’episcopio chiuse) la Curia arcidiocesana di Bagnasco. Così da attivare un meccanismo censorio -anche se piuttosto defilato, rispetto a qualsiasi Nogaro o Mani… dopotutto è “la diocesi di Siri” – , formalizzato anche per il futuro (e di fatto incoraggiante la delazione e instaurante se non il Terrore, almeno molta ansia fra il presbiterio e i fedeli, rispetto all’applicazione del Motu proprio.)
…E poi si dice che Genova sia un esempio di ermeneutica della continuità e di obbedienza al Sommo Pontefice! In apparenza, sì, ma in sostanza, la polpa parrocchiale e d’apparato è cattoprogressista e spiritoconciliarista (alla Gallo, Farinella…) , mentre prelati made in Genoa come Piacenza e GMarini, sono solo corteccia ’siriana’… Genova, nella realtà, è anni luce da, che so, Albenga Imperia (nonostante Oliveri e Bagnasco non provengano da pianeti diversi).
Enrico Senes ha scritto:
Gentile Rodari, una piccola nota a margine. Il Celebrante della sequenza è il Reverendo don Alberto Secci attualmente Parroco in un piccolo paesino di montagna piemontese: Vocogno di Craveggia, in Val Vigezzo (VB). Già Parroco nel centro principale della valle, Santa Maria Maggiore, era stato allontanato dal Vescovo di Novara, insieme ad altri due sacerdoti della stessa diocesi, alcuni mesi dopo la pubblicazione del Motu Proprio, perché lo aveva adottato in maniera giudicata troppo “indipendente”, ovvero celebrando le messe solo con il Rito Straordinario (la cosa aveva destato un certo scalpore ed era anche finita su qualche giornale). Ora continua a Vocogno, sempre e solamente in latino, in attesa che Roma, cui si è rivolto insieme agli altri parroci, prenda una decisione sulla loro posizione.Conosco da tempo don Alberto: vivo a Milano ma ho casa a S.ta Maria; lui ha celebrato il mio matrimonio e il battesimo di mia figlia (con l’antico rito in latino). E’ un gran prete; un curato di quelli di una volta.Un vero “pastore” del suo gregge, forse po’ rigido ma di grande fede (anche se un po’ più della virtù evangelica della prudenza forse gli sarebbe utile).Ad ogni modo, prima del motu proprio celebrava la messa con il Rito Ordinario, ma “ad deum” e con un’accuratezza che non ho mai visto altrove. E che invece solo quarant’anni fa doveva essere normale.Nelle sue messe appare evidente il senso del mistero e del sacrifico divino cui il Santo Padre ha sempre richiamato. Partecipare alle sue messe era ed è un “piacere”, che purtroppo nelle sciatte e banali celebrazioni domenicali si è ormai perso.Ciò che è senzaltro bizzarro è constatare che che i preti manifestamente ribelli e blasfemi come don Farinella vengono blanditi mentre quelli ortodossi, magari anche un po’ “fissati” ma fedeli, vengono rimossi e osteggiati.Comunque sarebbe davvero un bel personaggio per la sua videorubrica: dare voce, oltre (e giustamente) che a prelati, a qualche sacerdote veramente “in prima linea” per la difesa ella fede cattolica. Cordialità e buon lavoro.
Domine, Jesu Christe, Rex gloriæ,
libera animas omnium fidelium defunctorum
de pœnis inferni et de profundo lacu.
Libera eas de ore leonis,
ne absorbeat eas tartarus,
ne cadant in obscurum;
sed signifer sanctus Michæl
repræsentet eas in lucem sanctam,
quam olim Abrahæ promisisti et semini ejus.
Dies irae dies illa, solvet saeclum in favilla teste David cum Sibylla. Quantus tremor est futurus quando judex est venturus cuncta stricte discussurus! Tuba mirum spargens sonum per sepulcra regionum, coget omnes ante thronum. Mors stupebit et natura, cum resurget creatura Judicanti responsura. Liber scriptus proferetur in quo totum continetur unde mundus judicetur. Judex ergo cum sedebit quicquid latet apparebit, nil inultum remanebit. Quid sum, miser, tunc dicturus, quem patronum rogaturus dum vix justus sit securus? Rex tremendae maiestatis, qui salvandos salvas gratis, salva me, fons pietatis. Recordare, Jesu pie, quod sum causa tuae viae, ne me perdas illa die. Quaerens me sedisti lassus, redemisti crucem passus; tantus labor non sit cassus. Juste Judex ultionis, donum fac remissionis ante diem rationis. Ingemisco tamquam reus, culpa rubet vultus meus: supplicanti parce, Deus. Qui Mariam absolvisti et latronem exaudisti, mihi quoque spem dedisti. Preces meae non sunt dignae, sed tu, bonus, fac benigne ne perenni cremer igne. Inter oves locum praesta et ab haedis me sequestra statuens in parte dextra. Confutatis maledictis flammis acribus addictis, voca me cum benedictis. Oro supplex et acclinis, cor contritum quasi cinis, gere curam mei finis. Lacrimosa dies illa qua resurget ex favilla judicandus homo reus: huic ergo parce, Deus. Pie Jesu Domine, dona eis requiem. Amen.